Concerti

Associazione Rovellarte

Per gli Amici della Musica, per coloro che lo vogliono diventare ricordando che:

“Solo la Musica illumina, rasserena e consola. Non è un fragile supporto cui aggrapparsi. È un’amica fidata che protegge e conforta e solo grazie ad essa vale la pena di vivere in questo mondo.”      Pëtr Il’ič Čajkovskij

A cura di Maristella Adami

 

5 Novembre  (h. 16.00)          Auditorium di Milano

Giuseppe Verdi,  Messa da Requiem

Orchestra e coro della Verdi

Dirige: Elio Boncompagni

La Messa da Requiem di G. Verdi, pensata inizialmente per onorare la grandezza di Rossini alla sua morte, con la collaborazione di altri compositori, viene successivamente completata e perfezionata per celebrare degnamente la memoria di Alessandro Manzoni.

È un momento musicale di alta spiritualità, di grande musica e poesia, tale da esprimere in modo incomparabile due figure che hanno reso e rendono l’Italia, nonostante i presenti tempi “bui” una fonte di luce e di speranza.

Scrive G. Verdi:

“Io non ero presente ai funerali di Manzoni ma pochi saranno stati in questa mattinata più triste e commossi di quello che ero io benché lontano. Ora tutto è finito. Con Manzoni finisce la più pura, la più santa, la più alta delle glorie nostre. Io voglio dimostrare quanto affetto e venerazione ho portato e porto a quel grande che non è più, mettendo in musica una Messa da morto da eseguirsi l’anno venturo, nell’anniversario della morte…”

Il venerdì 22 Maggio 1874 nella chiesa di San Marco affollatissima fu celebrata la Messa da Requiem diretta dallo stesso Giuseppe Verdi. Il successo fu strepitoso, anche se non furono consentiti applausi. Poi fu la volta del Teatro alla Scala, dell’Opera di Parigi, di New York, di tutti i maggiori teatri del mondo; così ora tocca anche a noi l’opportunità di godere di tanto onore.

 

 

 

 

 

10 Dicembre (h. 16.00)                   Auditorium di Milano

Pëtr Il’ič Čajkovskij, Romeo e Giulietta – Overture

Hector Louis Berlioz, Scena d’amore

da “Romeo e Juliette”

Sergej Sergeevič Prokof’ev, Romeo e Giulietta –

Suite

Orchestra Verdi

Dirige: P. Fournillier

Un concerto interamente dedicato all’Amore, che rivive nella celebre storia dei due amanti per eccellenza, Romeo e Giulietta, dalla tragedia di W. Shakespeare, attraverso la Musica ammaliatrice di tre compositori tra l’800 e il ‘900.

Čajkovskij (1868) in quattro momenti musicali non separati da alcun intervallo, ma diversamente caratterizzati dalla Musica racconta:

  • L’alba, oltre le mura di Verona, verso la bella campagna;
  • La controversia tra i Capuleti e i Montecchi che diventa sanguinosa battaglia tra le vie della città;
  • Il nascere dell’Amore tra Romeo e Giulietta;
  • La morte tragica e fatale dei due amanti.

Berlioz (1839) all’interno di una grande sinfonia drammatica descrive i diversi momenti della tragedia shakespeariana, tra i quali in concerto ascolteremo la parte dedicata alla “Scena d’Amore”.

Prokofiev (1936) dedica a Romeo e Giulietta una splendida suite dal balletto, seguendo fedelmente le scene principali del dramma di Shakespeare, soffermandosi con cura particolare sulle presentazioni dei personaggi travolti dalle vicende.

 

 

     

 

 

 

 

 

 

1 Gennaio  2018  (h. 16.00)   Auditorium di Milano

Ludwig van Beethoven, Sinfonia n. 9 in Re Minore

Orchestra e coro Verdi

Dirige: E. Boncompagni

 

È tradizione dell’Orchestra Verdi, introdotta anni fa dal maestro Chailly, e divenuta tale anche per noi, iniziare un nuovo anno con la Sinfonia n. 9 di Beethoven e la poesia di Fr. Schiller ispiratore dell’Inno alla Gioia. Mai come in questo momento della nostra storia travagliata da problemi e da situazioni drammatiche diventa attuale l’invocazione di Beethoven alla fratellanza, al porgersi la mano a vivere nella convinzione che:

“Un Padre unico regna sopra gli astri: per Lui tutti gli uomini sono fratelli e nel Suo nome scende a noi la Gioia dell’Eliso”

Spero che anche in questa occasione si compia il “miracolo” di trovarci insieme e nell’ascolto del sommo capolavoro di Beethoven, avvolti e penetrati da una Musica stupenda si possa guardare al presente e al prossimo futuro con animo più sereno.

 

 

14 Gennaio (h. 16.00)            Auditorium di Milano

Dmitrij Dmitrievič Šostakovič, Sinfonia n. 7

“Leningrado”

Orchestra Verdi

Dirige: Robert Trevino

Il 25 Ottobre 1917 a Pietrogrado i Bolscevichi assaltavano il palazzo d’inverno segnando il trionfo della rivoluzione e la caduta dello zarismo.

Il 26 Gennaio 1924 dopo la morte del “glorioso duce” dei comunisti russi Vladimir Il’ič Lenin, Pietrogrado mutò il nome in Leningrado (la città di Lenin ).

Il 5 Marzo 1942 a Mosca l’orchestra del teatro Bolshoi suonò la 7 Sinfonia di Shostakovich “dedicata alla città di Leningrado”, assediata dai tedeschi per ordine di Hitler che aveva decretato:

“Di spazzare dalla faccia della terra la città di Leningrado mediante fuoco d’artiglieria di tutti i calibri e bombardamenti aerei ininterrotti fino a che non sia rasa al suolo”.

Furono novecento giorni di assedio: fame, morte, disperazione, ma insieme una resistenza senza pari, sostenuta, e magnificamente, dalla Musica di Sostakovic, dalla Sinfonia n. 7 che divenne il simbolo, la fiaccola accesa della vittoria finale.

25 Febbraio (h. 16.00)           Auditorium di Milano

Gustav Mahler, Lieder eines fahrenden Gesellen 

Gustav Mahler, Sinfonia n. 5 in Do minore

Orchestra Verdi

Dirige: Claus Peter Flor

Gustav Mahler così disegna il suo ritratto:

“Sono tre volte senza patria: boemo in Austria, austriaco tra i tedeschi, ebreo in tutto il mondo”.

“Le mie sinfonie esprimono tutta intera la mia vita: vi ho riversato tutto quello che ho vissuto e sofferto, sono verità e poesia divenute Musica”.

Quest’ultima osservazione si applica in maniera particolare alla 5 Sinfonia in Do minore.

Mahler la compone in assoluta solitudine in un piccolo chalet circondato dal silenzio della foresta, mentre ai piedi del colle sussurrano carezzevoli le onde del lago.

In primo piano e ricorrente in tutta la composizione una marcia funebre  imprime un carattere dolente alla sinfonia.

Ma esso approda ad un momento magico, ad una pagina che potremmo definire “un notturno”, che avvolge di incantesimo sognante l’ascoltatore e lo conduce in una atmosfera di sublime, indimenticabile bellezza.

Nel concerto la 5 Sinfonia è preceduta da una serie di leader, “i canti di un giovane errante”, che gli meritarono l’appoggio di Brahms nel difficile e spesso ostile, per un ebreo, mondo musicale viennese.

Si tratta di “poesie musicate” segnate da un delicato romanticismo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

20  Maggio (h. 16.00)            Auditorium di Milano

Giochino Rossini, Ouverture da “La gazza ladra”

Wilhelm Richard Wagner, Siegfrieds Rheinfhart da

Gotterdammerung

Dmitrij Dmitrievič Šostakovič, Sinfonia n. 15

in La maggiore

Orchestra Verdi

Dirige: Oleg Caetani

Un percorso assolutamente godibile ci conduce da una delle più famose e brillanti sinfonie di Rossini (1817), l’ouverture da “La gazza ladra” vorticosa e coinvolgente, alla musica maestosa e misteriosa di Wagner, nella quale l’opera lirica si fonde nella musica sinfonica in un linguaggio totalmente innovativo.

“Il viaggio di Sigfrido sul Reno” chiude la tetralogia (1866) con un brano ricco di motivi, attraverso il quale l’ascoltatore è trascinato in una serie di eventi carichi di suggestione, che condurranno fatalmente alla caduta del mondo degli dei e degli eroi.

Il “viaggio” musicale approda alla Sinfonia n. 15^ di Šostakovič (1971).

Nel 1971 dopo un periodo di difficoltà compositiva in Aprile progettò una 15 Sinfonia. La malattia di cuore pareva incalzarlo, infatti alla fine di Luglio dello stesso anno l’opera era compiuta. Ne uscì una sinfonia enigmatica, riassuntiva di stili diversi, un percorso “a rovescio” nel tempo: dal vigore e dagli entusiasmi giovanili, alla tragica presenza dei tormenti della guerra e degli orrori del regime stalinista, alle lunghe “ombre” della presente stagione, quasi, per usare le sue parole:

“Una protesta contro la morte incombente”.

A rendere ancora più “enigmatica” la composizione, ecco qua e là comparire citazioni di frasi musicali di altri autori (Rossini, ad esempio), ma che gli erano rimaste in quel suo cuore che andava spegnendosi. Ad un caro amico:

“Abbi cura della salute.  È tremenda perderla. Gli infarti sopraggiungono senza preavviso in punta di piedi”.

Da un ospedale all’altro il grande musicista sopravvisse sempre componendo fino al 9 Agosto 1975.

Ascoltare la 15 Sinfonia di Šostakovič è anche un atto di omaggio ad un compositore che ha dato alla storia del suo tempo, filtrata da un cuore fin troppo sensibile, una testimonianza in cui ciascuno di noi può ritrovare se stesso.

 

3  Giugno (h. 16.00)              Auditorium di Milano

Leonard Bernstein, Divertimento per orchestra

George Gershwin,  Concerto per pianoforte e orchestra

in Fa maggiore

George Gershwin, Rhapsody in Blue

George Gershwin, Suite da “Porgy and Bess”

Orchestra Verdi

Dirige: Jader Bignamini

Come vorrei che a questo concerto volessero partecipare soprattutto i giovani!

Aveva solo 15 anni George Gershwin quando

“Se mi capitava di ascoltare musica non soltanto con gli orecchi, ma anche con i nervi, lo spirito e il cuore ,uscire da una finestra e agli angoli delle strade, l’anima del popolo americano entrava dentro di me”.

Avremo modo di approfondire il discorso.

Di certo constatiamo che le sue canzoni vengono eseguite nelle sale da concerto, così come il jazz da Lui “nobilitato” a Musica Classica. È nel 1924 che Gershwin compone una sua sinfonia: La Rapsodia in blue. L’Aeolian Hall di New Jork era piena all’inverosimile nonostante il gelo imbiancasse le strade. La critica unanime fu entusiasta:

“La Musica attrasse i musicisti, i compositori, e piacque anche alla massa del popolo per il movimento, il dinamismo, lo splendore”.

E poi venne il Concerto per pianoforte e orchestra (1928), non dimentichiamo che Gershwin era un pianista straordinario, eseguito per la prima volta in Europa all’Opera di Parigi, con il quale si compie la fusione tra la tradizione concertistica europea e la nuova voce d’America e si ricorda la famosa frase di Ravel in risposta a Gershwin che gli chiedeva consigli, suggerimenti e qualche lezione:

“Non cerchi di essere un piccolo Ravel quando può essere un grande Gershwin!”.

A seguito venne l’incarico del Metropolitan per un’opera e subito fu Porgy and Bess.

“Una storia tratta dalla vita dei negri d’America con la consapevolezza di avere creato un nuovo genere, dove ha voluto esprimere il dramma, l’umorismo, la superstizione, il fervore religioso, la danza, l’allegria della razza negra”. (G.)

Ne ascolteremo un “riassunto”, una “suite”, con i temi principali dal sapore indimenticabile.