Programma

Aprile 2019 – Novembre 2019

                                                                      

3 Maggio

(ore 20.30)                             

Serata dedicata a Pirandello

Il panorama teatrale del Novecento italiano è segnato da una figura che ha avuto seguaci ed estimatori a livello internazionale: ci riferiamo a Luigi Pirandello insignito del premio Nobel nel 1934.

Con Pirandello scrittore, drammaturgo, critico, dalla vita tormentata e                                                            dalla straordinaria capacità di osservazione della realtà propria e altrui, nasce un quadro della società contemporanea e delle contraddizioni in essa presenti, che riassume istanze già presenti in Ibsen (Casa di Bambola) e soprattutto Cechov (Il Gabbiano) e consegna alle nuove generazioni un messaggio il quale si rivela pienamente e con commovente suggestione in un nuovo genere definito teatro di poesia o teatro di parola. Da qui la necessità di un approfondimento che consenta di comprendere il valore educativo, simbolico, poetico, affettivo atto a creare “atmosfere e climi rarefatti”, che si affiancano dal “contingente” per diventare universali.

 

4 – 11 – 18 Maggio                          

Primavera Salisburghese / Agosto Wagneriano / Maggio Musicale Fiorentino

Festival Musicale Rovellese

Grazie ad Antonello d’Onofrio, la piccola “stagione”, come numero di concerti, ma grande quale iniziativa si compone di tre serate, una breve preziosa collana di tre diamanti. Si tratta di tre sabati consecutivi nei quali dal Teatro San Giuseppe di Rovello Porro si spanderà come una fonte di acqua purissima la Musica, quell’unico linguaggio universale che accomuna cuori, menti, bandiere e culture, quella Musica di cui Beethoven scrisse: “La Musica è l’espressione più alta di qualsiasi filosofia. Nella musica vive una sostanza eterna, infinita, incommensurabile”.

Di queste tre “preziosità” quella che maggiormente ispira l’animo è                                                           quella in cui si incontrano in un ineffabile connubio la Musica e la Poesia e si celebra accanto a straordinari nomi della storia musicale il nostro grande poeta G. Leopardi di cui nel 2019 si commemora il 200° anniversario della composizione dell’Infinito e di altri Idilli. Recanati, tutte le Marche, le Università inglesi risuonano della sua gloria. Ed anche noi ci inchiniamo con amore al suo dolore che si è fatto poesia nel nome della speranza.

Il programma del Festival Rovellese così si articola:

                                  

4 Maggio

“Overture  D’Italia”

M.Castelnuovo Tedesco: La dodicesima notte overture per il teatro di Shakespeare

  1. Castelnuovo Tedesco: La bisbetica domata, overture per il teatro di Shakespeare
  2. Verdi: La Traviata, preludio atto

G.Verdi: Aroldo, sinfonia

  1. Rossini: Il barbiere di Siviglia, overture.
  2. Rossini: La gazza ladra, overture

Pianisti:          

Francesca Cesaretti (Italia)

Davide Tura (Italia)

 

 

5 Maggio (ore 16.00)                                   

Il piacere dell’onestà” di Pirandello  Teatro Franco Parenti

La Commedia “ Il piacere dell’onestà” è la prima opera teatrale di L. Pirandello rappresentata a Torino nel 1917 sull’onda emotiva in lui suscitata dall’aver assistito al “Gabbiano” di Cechov. Fu una vera esplosione di emozioni. Ebbe immediato l’impulso che le sue parole, i pensieri, i principi che andava elaborando, fossero non solo scritte ma “gridate” perché aprissero una breccia nel cuore dei presenti e “proprio nel Gabbiano”. Una grande e profonda breccia si era aperta nel cuore di Pirandello ad opera di una giovane attrice milanese Marta Abba, destinata a diventare la “sua” musa ispiratrice, il suo amore, la divina prima – donna di quel teatro Nazionale che Egli intendeva fondare. Ne “Il piacere dell’onestà” si ha modo di riconoscere i principi fondanti dell’Arte sua: il concetto di “umorismo”, il sentimento “del contrario”, l’impossibilità di una verità “oggettiva”, la tentazione di nascondere il proprio “io” indossando una “maschera” ad ogni circostanza, ma soprattutto una dolente – comprensione per chi è costretto dal destino beffardo al “male di vivere”.

 

 

11 Maggio                                        

“Dal Sacro AL Profano”

Bach – Busoni: Chorale Prelude BWV 639 “ Ich ruf zu die, Herr Jesu Christ”

  1. S. Bach: Allemande della Partita no. 1 in Si bemolle maggiore BWV 825
  2. Schubert : Sonata in La maggiore D664 (Allegro moderato – Andante – Allegro)
  3. Skrjabin: Studio op.2 no. 1 – Studio op. 42 no.5
  4. Moleiro: Joropo
  5. Fernandez: El Diablo Suelto

Pianista:          LaSala Elena (Venezuela)

 

12 Maggio (ore 16.00)                                  

Concerto Orchestra Verdi

  1. Nello stesso anno in cui Felix Mendelssohn eseguiva per la prima volta a Londra la sua celebre Sinfonia n. 4 Italiana, rassicurante capolavoro del Romanticismo sinfonico, ad Amburgo nasceva Johannes Brahms, genio che proprio da quel Romanticismo avrebbe disegnato la sua parabola musicale fino alle soglie del Novecento. In un sol colpo, Claus Peter Flor unisce in dialogo due tempi, due volti e due sensibilità distinte dell’Ottocento tedesco per valorizzarne l’unicità e le inaspettate similitudini.

Johannes Brahms, Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 in Si bemolle maggiore op. 83

Felix Mendelssohn, Sinfonia n. 4 in La maggiore op. 90 “Italiana”

Pianoforte: Filippo Gorini

 

18 Maggio                                        

“Alla Luna”

  1. V. Beethoven: 1 movimento sonata n. 14 op 27 – n. 2 “Al Chiaro di luna”.
  2. Schumann: Lieder op 39 n.5, “Mondnacht” traduzione “notte di luna”.
  3. Brahms: Lieder op 71 n.2, “An den Mond” traduzione “alla luna”.
  4. Dvorak: da Rusalka, canzone alla luna.
  5. Debussy: Clair de lune.
  6. Miller: Moonlight serenade.
  7. Rachmaninov: 6 Romanze op 4

Pianista: D’Onofrio Antonello (Italia)

Flautista: Marsheva Valeria (Russia)

 

 

26 Maggio                                        

Mostra Ottocento – L’arte dell’Italia tra Hayez e Segantini

Forlì              

Hayez, Signorini, Fattori, Pellizza da Volpedo, Boldini, Corcos, Segantini… Sono 94 gli artisti coinvolti e 150 le opere raccolte per la grande mostra intitolata “Ottocento – L’arte dell’Italia tra Hayez e Segantini” e allestita nel grande complesso dell’ex convento di San Domenico a Forlì. È l’occasione per ammirare opere raramente viste in pubblico negli ultimi decenni o addirittura inedite di conclamati grandi artisti italiani: l’esposizione rappresenta un grande momento di riflessione sul ruolo che ha avuto l’arte e quale sia stata la funzione degli artisti nella costruzione dell’identità della nazione italiana.

In quel mezzo secolo che va dall’Unità d’Italia alla Prima guerra mondiale, un periodo non troppo messo a fuoco dal punto di vista artistico, l’Italia è completamente cambiata e gli artisti sono riusciti a loro modo a registrare e a raccontare e a volte anche ad anticipare il cambiamento. Una mostra dunque inedita e sorprendente, che può essere vista davvero come la messa a fuoco della fotografia del Paese Italia, il racconto di una autobiografia della nazione appena nata.

Alle pareti, nei piccoli ritratti, nelle grandi tele e nelle sculture, ritroviamo infatti, ma senza alcuna retorica, la rappresentazione di momenti gloriosi del Risorgimento italiano, battaglie, protagonisti, episodi (dai bersaglieri a Porta Pia alla battaglia di Magenta, a Garibaldi ferito sull’Aspromonte), tanti mattoncini utili alla costruzione, all’epoca, del nostro immaginario e della epopea nazionale.

Non resta infine che ammirare la straordinaria galleria di paesaggi italiani, quelli che ancora intatti e non ancora invasi dalla famelica e ottusa fame dei primi palazzinari, rappresentavano quell’immenso e variegato patrimonio ambientale tante volte sognato e poi realizzato come irresistibile motivazione dai viaggiatori internazionali del Grand Tour, che è stato il primo fertile seme dello sviluppo del turismo in Italia.

 

16 Giugno

Mostra Ingres, Milano – Palazzo Reale  

La “vigna di Leonardo”

La Sacrestia di Santa Maria delle Grazie

 

Influenzato dalla pittura di Raffaello, amante delle atmosfere esotiche, appassionato di musica e attento osservatore delle suggestioni classiche,Jean-Auguste-Dominique Ingres seppe coniugare la morbidezza del tratto disegnativo, con le armonie cromatiche più dolci, creando opere di estrema raffinatezza ed eleganza.

Importantissimi al fine di cogliere la classicità della pittura di Ingres sono i soggiorni che il pittore fece prima a Roma e poi a Firenze, dove ebbe modo di confrontarsi con la pittura del Rinascimento Italiano e con la cultura dell penisola, stringendo amicizia con Nicolò Paganini e con lo scultore Lorenzo Bartolini. In mostra tali opere sono messe a confronto con altri pittori e pittrici, tra cui spiccano Jacques-Louis DavidAntonio CanovaAndrea Appiani ed Elisabeth Vigée Le Brun, una di quelle pittrici che partecipò all’emancipazione femminile nel mondo dell’arte del settecento.

A dispetto del carattere non facile – “talento, avaro, crudele, collerico, sofferente, straordinario miscuglio di qualità in contrasto” lo definì Charles Baudelaire -, Ingres rivela nella pittura una calma e una serenità che ne avvicina la produzione agli ideali Neoclassici di Winckelmann in cui la purezza della linea e la sobrietà del colore sposano una grande varietà di tematiche desunte da ispirazioni differenti, rendendo Ingres una figura estremamente poliedrica e interessante.

La mostra di Ingres a Milano presenta grandi capolavori della proverbiale capacità ritrattistica di Ingres, le sue celebri figure femminili, la sua innata propensione al disegno, le sue opere di soggetto mitologico, ben illustrando la grandiosità del pittore che è oggi riconosciuto uno dei più grandi maestri dell’Ottocento europeo, nonchè ispiratore di artisti che spaziano da Degas a Franz Liszt, da Matisse a Picasso.

 

 

 

 

29 Giugno                                        

Arena di Verona

“Il Trovatore” di G. Verdi

Trattandosi di una edizione straordinaria se ne raccomanda la partecipazione. Infatti viene riproposta la splendida regia di Zefirelli, e gli interpreti sono: Anna Netrebko e Yusiv Eyvazov, la soprano e il tenore oggi considerati autentiche “eccellenze” del bel canto.

L’opera si presenta come un dramma lirico in 4 parti; libretto di S. Cammarano tratto dal dramma “El trovador” di Garcia Gutierrez e racconta una tragedia avvenuta nel sec. XV in Spagna. Una musica che non conosce respiro narra di battaglie, morti, uccisioni, amori disperati e perfino il rogo di una zingara. Sono anche presenti danze turbinose, accompagnamenti di chitarre, accanto a melodie dolcissime.Le figure dei protagonisti esprimono passioni che si trasfigurano in romanze che hanno lasciato e lasciano il segno nel cuore e nel ricordo di tutti i presenti. Dal momento che si prevede un gran numero di presenze di appassionati da tutte le parti del mondo, si raccomanda che le iscrizioni siano fatte il più presto possibile.

 

5 – 12 Agosto

                                              

Viaggio in Germania, come da programma già inviato

 

4 Settembre

(ore 20.30)                             

Serata dedicata alla lettura dei mosaici di Aquileia e all’approfondimento storico dei tempi e delle modalità

di costruzione della basilica, allo studio dei significati simbolici delle diverse immagini (il gallo, la tartaruga,

l’aragosta, l’angelo, l’uva, l’agnello, il capro, il pastore… e via per decine di figurazioni.

                                              

 

7 – 8 Settembre                                         

Udine – Aquileia e dintorni

In piazza alla libertà ad Udine davanti alla Colonna di San Marco sembra di trovarsi a Venezia. Invece , siamo nel cuore della città di Udine dominata dall’imponente Castello, elegante successione di splendidi palazzi che ne segnano le diverse epoche, soprattutto il periodo luminoso della dominazione della città lagunare, tanto che il centro storico di Udine è definito “la più bella piazza veneziana di terraferma”. Ubicata tra i dolci colli che la cingono e la ricca pianura friulana. Udine rivela tutto il suo splendore nel Duomo, un esterno che possiamo definire “semplice” nella sua struttura gotico – cistercense, ma appena se ne varca la soglia ecco apparire sculture, affreschi, cappelle gentilizie, le volte luminosissime di G. B. Tiepolo, un autentico scrigno in cui il barocco esprime tutta la sua eleganza e raffinatezza. Ma Udine non è solo il Duomo è anche fontane, palazzi, chiesine, logge, porticati e negozi e mercati e dintorni disseminati di castelli. Nulla è paragonabile alla Basilica di Aquileia con il grandioso pavimento mosaico (750 metri quadrati di opere d’arte) che rendono la visita alla chiesa patriarcale un vero e proprio “itinerario” stupefacente tra pesci, piante, uomini, storie, narrazioni, un universo di immagini e di simboli che risalgono e ancora brillano davanti ai nostri occhi, al 313 d.C. Si racconta che la Basilica per ben quattro volte risorse dalle rovine di eventi storici e naturali: due terremoti, la calata di Attila, ma sempre miracolosamente ripresa a vivere ancora più bella e ricca. È un “libro” illustrato, che dobbiamo imparare a leggere e comprendere nei suoi significati profondi prima di esserne abbagliati e confusi.

 

 

11 Settembre                                            

Serata dedicata a “Elisir d’amore” – Gruppo GIS

 

 

 

14 Settembre                                           

Teatro alla Scala, Milano – Gruppo GIS

Opera “Elisir d’amore” di Gaetano Donizzetti

Melodramma in due atti. Prima rappresentazione a Milano il 12 Maggio 1832. libretto di Felice Romani, tratto dalla commedia “Le Philtre” di E. Scribe. Racconta di un amore sfortunato del giovane Nemorino per la bella e ricca Aldina corteggiata da tutti. Ci vorrebbe un sortilegio, un filtro come quello che fece innamorare Isotta e Tristano. E il filtro gli viene venduto, si tratta solo di buon vino che da “però” a Nemorino il coraggio ed anche l’audacia che gli mancavano. Ma Aldina si diverte a far soffrire l’innamorato e finge un fidanzamento che conduce il giovane alla disperazione. Alla fine l’amore vincerà. È dunque un’opera che possiamo definire comico – sentimentale “costruita” intorno alla figura di Nemorino, personaggio assolutamente nuovo nel mondo musicale, con la sua ingenuità, semplicità; egli è estatico nel suo innamoramento e la Musica lo descrive magistralmente con un misto di gaiezza e di lacrime, così come similmente accade nella vita.

 

29  Settembre                                            

Giardini di Hanbury

I Balzi rossi

Grotte di Toirano: meraviglie della Liguria

Siamo presso il confine con il Principato di Monaco in visita ai Giardini Hanbury, acquisto nel 1867 di Sir Thomas Hanbury, ricco commerciante inglese reduce dalla Cina, che volle creare un giardino dove accanto alla tipica flora mediterranea crescessero specie tropicali provenienti da tutte le parti del mondo, per cui piante e fiori tipici del luogo si armonizzassero con altre colture. Oggi il “giardino” è proprietà dell’Università di Genova e costituisce un patrimonio naturalistico unico al mondo. Più sotto, lungo la via Aurelia, si raggiunge un promontorio detto dal calcare rossastro della parete rocciosa “Balzi Rossi”, dove si aprono quasi a livello del mare ampie caverne che costituiscono un vero e proprio “santuario preistorico”, percorribile tramite una passerella in ferro, la quale riprende l’antica via romana che conduceva alle Gallie.

Un altro paesaggio imponente di grotte calcaree è costituito dalle Grotte di Toirano, interessanti e affascinanti sia per le concrezioni di stalattiti e stalagmiti sia per le eccezionalità delle vestigia preistoriche, che raccontano dei tempi in cui gli uomini si spingevano nelle caverne per dare la caccia agli orsi (si pensa che la presenza umana risalga a 300 mila anni fa).

 

13 Ottobre

           

Venezia:     

Scuola Grande di San Rocco

Palazzo Guerini Stampalia

Ci manca Venezia!

E allora approfittiamo dell’anno in cui si celebra Jacopo Robusti detto prima Tintoretto e poi Il Tintoretto per recarci a visitare l’opera sua immortale, là dove si conservano più di 7 opere che ricoprono interamente le pareti della scuola grande di San Rocco, cui aggiungiamo la visita alla vicinissima Chiesa di San Rocco con 8 splendidi teleri.

Impareremo a conoscerne e studiarne lo stile in una serata di preparazione a lui interamente dedicata.

Accanto al sacro, Venezia ci offre anche profano: la conclusione del restauro dei uno dei suoi splendidi palazzi, e precisamente la nobile dimora cinquecentesca Querini – Stampalia sede di una prestigiosa istituzione che comprende una ricchissima collezione d’arte e una biblioteca storica d’eccellenza. Si possono ammirare architetture antiche e moderne, giardini misteriosi, mobili preziosi, quadri di Giovanni Bellini e Pietro Longhi, per nominarne un paio dei tanti, accanto ai Canaletto.

Affascinante è il portego, ingresso ufficiale a nobile della casa – museo che ricerca con stucchi, mobili e affreschi il luogo di accoglienze tipico del patriziato veneziano. Ogni sala è una “sinfonia” di colori e sfumature che sembrano cogliere l’ondeggiare del canale sottostante e trasformarlo in magiche vibrazioni.

 

 

1 – 2 – 3 Novembre

                                  

“Il cuore d’Italia”

Prato

Perugia

Spoleto

Todi

Reggio Emilia