Programma

Programma Rovellarte

Ottobre 2018 – Aprile 2019

 

1-5 Novembre

ROMA

Non riusciremo mai a vederla tutta, la città “caput mundi”. Si fa sempre più difficile percorrerla, organizzare gli orari di apertura dei Musei, raggiungere i diversi obiettivi; pertanto saremo in grado di definire al “dettaglio” l’organizzazione solo più avanti. Di certo prima di partire dedicheremo una serata alla Cappella Sistina, solo così che avremo l’opportunità di “conoscerla”, anzi di “riconoscerla”, nella parte alta, nel Giudizio Universale e in tutte le tele laterali. Quindi il primo giorno romano sarà dedicato al Vaticano, e precisamente: La Pinacoteca con i capolavori di Giotto, Beato Angelico, Melozzo da Forlì, Perugino, Raffaello, Leonardo, Tiziano, Veronese, Caravaggio.

Il braccio nuovo: una galleria di 70 metri allestita nel 1822 da A. Canova con le sculture da lui riportate a Roma a seguito del Congresso di Vienna. Il restauro appena concluso ha restituito splendore alle opere e alle decorazioni.

La Basilica

C’è un altro modo di contemplare il Vittoriano e il Campidoglio: da Palazzo Venezia. Oggi si possono percorrere i camminamenti di ronda della grande dimora – fortezza costruita per un Cardinal Veneziano e visitarne le sale principali ammirando gli affreschi di G. Vasari, le innumerevoli tele, tra le quali uno splendido Giorgione e la basilica di San Marco con opere di Canova, Pietro da Cortona e Melozzo da Forlì.

Irrinunciabili le visite alla Chiese di San Pietro in Vincoli ( Mosè di Michelangelo), San Pietro in Montorio (Bramante) e San Giovanni  in Laterano (la Cattedrale di Roma).

Siamo in attesa di avere precise informazioni sull’accesso all’Ara Pacis e in alcuni monumenti dei Fori Imperiali.

Sarà interessante anche percorrere a piedi o in pullman una parte della via Appia antica dalle Terme di Caracalla alla Tomba di Cecilia Metella.

Da segnalare che nel viaggio di andata ci fermeremo a Livorno per una visita esterna alla fortezza e una sosta alla casa di G. Fattori, oggi museo dei pittori Macchiaioli, mentre il ritorno a Rovello sarà preceduto dalla visita a Viterbo, città dei papi.

 

18 NOVEMBRE 2018 (ore 20.30)

Concerto Orchestra Verdi

Nel suo XXV anniversario la Verdi rende omaggio al suo primo direttore, a colui che, nell’ormai lontano novembre del 1993, diede inizio  alla nostra storia: Vladimir Delman. A lui l’Orchestra diretta da Claus Peter Flor dedica l’esecuzione integrale delle Sei Sinfonie di Čajkovskij, capolavori che lo stesso Delman volle fortemente eseguire con gli studenti dei conservatori di Mosca, Pittsburgh e Milano. Da questo progetto prese forma la nascita della nostra Orchestra.         

Petr Il’ič Čajkovskij, Sinfonia n. 3 in Re maggiore op. 29 “Polacca”

Petr Il’ič Čajkovskij, Sinfonia n. 6 in Si minore op. 74 “Patetica”

Direttore: Claus Peter Flor

 

 

1 – 2 Dicembre 2018

Mercatini di NATALE: Norimberga, Memmingen, Kempten

Ci attendono in Baviera i “Mercatini di Natale”, occasione per visitare località ricche di fascino e di ricchezze artistiche. La meta è la città di Norimberga, interamente ricostruita, con la meticolosità tipica tedesca, dopo i bombardamenti della II Guerra Mondiale. Ne visiteremo il centro storico con la cattedrale di St Lorenz capolavoro del gotico, illuminata da splendide vetrate ed opere d’arte assolutamente uniche come “Il saluto dell’Angelo” e altari, statue, affreschi. Anche la basilica di San Sebaldo, tardo romanica, offre bellissime ornamentazioni e un gran numero di statue dei più importanti scultori tedeschi. Stupefacente è la “Bella fontana” con quaranta figure al centro della piazza del mercato, uno dei monumenti più popolari della città. Su una collina alle spalle della città si erge il “Burg”, il monumento più maestoso di Norimberga, una delle fortezze più importanti d’Europa, sede di imperatori.

Durante il viaggio per raggiungere Norimberga, ci fermeremo a Memmingen, cittadina caratteristica per la cerchia di mura che la circonda interamente. Costeggiando un ruscello che attraversa la città si scoprono agglomerati di case antiche, portici, palazzi con sporti in stile barocco e rococò. Ma ciò che ci interessa maggiormente è la vicina abbazia benedettina di Ottobeuren fondata da Carlo Magno, poi arricchita in diversi stili fino a divenire la massima espressione dello stile barocco, tanto da essere definita l’“Escorial della Svevia”. Ogni altare è un’opera d’arte; il pulpito in finto marmo grigio e rosso, il battesimo di Cristo, gli stalli del coro, i soffitti e le cupole affrescate risaltano tra mille tonalità, illuminate da una insolita luminosità che offre alla chiesa il senso di una sorprendente grandezza.

Al ritorno è prevista una fermata a Kempten, la Cambodunum dei Romani, cittadina nata e cresciuta intorno ad un’abbazia benedettina la cui chiesa è la più grande delle chiese barocche della Germania.

Si, ci sono anche i mercatini!!

                                                                                             

5 Dicembre 2018 (ore 20.30)                                   

Serata dedicata a  Pablo Picasso

Il grande artista spagnolo di origine italiana, (assume, infatti, il cognome della madre), rivela la sua attitudine alla pittura già all’età di otto anni raffigurando una corrida. Lo interesseranno poi i ritratti
e la predilezione per il colore blu. Ha solo 15 anni quando viene accolto all’Accademia di Barcellona… la vita di Picasso è ricca di cambiamenti, nell’uso del colore, nello stile del disegno, nella ricerca dei soggetti: ora la rappresentazione del dolore, ora la ricerca di figure alte, sottili in precario equilibrio, ora la onumentalità delle composizioni, per giungere alla frantumazione dei volumi e ai capolavori del cubismo.
Insieme alla ricerca stilistica Picasso si circonda di amici, ciascuno dei Quali, soprattutto Matisse e Braque esercita su di lui una influenza determinante. I suoi amori sono appassionati come l’attaccamento alla
pittura, Fernanda soprattutto, l’ispiratrice, la modella, la compagna; Eva che lo spinge ad un radicale cambiamento di vita, e, alla sua morte prematura, la Olga dei balletti russi.
Infine lo interessa il soggetto in continua metamorfosi, fino alla scoperta delle figure mitologiche, difronte alle quali Egli, per primo, si chiede se si tratti di semidei o di animali umani; terminato il rapporto con Olga diventa sua amante e modella Marie Therese Walter, seguita poi da Dora Maar e da Jaquelin Rocque. Muore nel 1973.

 

6 dicembre 2018 (ore 20.30)

Concerto Orchestra Verdi

Da un lato la Russia che guarda all’Europa e all’America e ne accoglie le sperimentazioni novecentesche; dall’altro quella arcaica, legata al mondo folklorico e alla tradizione più popolare, nell’estremo tentativo di proteggere la sua identità dalle contaminazioni occidentali: Claus Peter Flor, Direttore Musicale de laVerdi, sale sul podio dell’Auditorium di Milano per mettere a confronto i due spiriti del mondo russo attraverso due sommi capolavori di Rachmaninov e Musorgskij.

Franz Liszt, “Les Préludes”, Poema sinfonico n. 3

Sergej Rachmaninov, Concerto per pianoforte e orchestra n. 2

in Do minore op. 18

Modest Musorgskij, Quadri di un’esposizione (orch. Ravel)

Pianoforte: Feodor Amirov

Direttore: Claus Peter Flor

 

9 Dicembre 2018

Mostra “PICASSO E IL MITO” – Milano, Palazzo Reale

Dopo il grande successo della mostra di Picasso del 2012, Palazzo Reale torna ad omaggiare con un’enorme mostra il grande pittore spagnolo, esponendo oltre 350 opere di Pablo Picasso.

La nuova mostra di Picasso a Milano presenta una straordinaria panoramica di opere dell’artista, andando a sottolineare come il suo linguaggio estremamente innovativo abbia avuto delle solite basi di legame culturale ed iconografico con il mondo classico. Il titolo della mostra “Picasso e l’antico” allude proprio a questi due estremi apparentemente lontani eppure vicinissimi, attraverso i capolavori del Museo Picasso di Parigi, messi in relazione con opere che guardano ai canoni della bellezza classica.

Il mondo visivo di Picasso è stato popolato fin dalle opere giovanili di personaggi pseudo-mitologici, esseri ibridi come centauri, fauni e minotauriche se da una parte sono delle trasposizioni e delle sublimazioni delle vicissitudini autobiografiche dell’autore, dall’altro si riallacciano indissolubilmente alle simbologie antiche.

La mostra “Picasso e il mito” a Palazzo Reale è una grande esposizione che permette di cogliere tutti quei rimandi che nell’arte del grande artista genio del Novecento creano un legame con la cultura della classicità europea, in un interessante dialogo tra antico e nuovo, tra tradizione e innovazione.

 

 

1 Gennaio 2019 (ore16.00)

Concerto Orchestra Verdi

Com’è ormai tradizione da oltre vent’anni, l’Orchestra Sinfonica e il Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi accolgono il nuovo anno con la Sinfonia n. 9 di Beethoven all’Auditorium di Milano. Un evento diventato un immancabile rito per tutta la comunità milanese che, in quest’occasione, vedrà il nostro Direttore Musicale Claus Peter Flor guidare le due formazioni artistiche con un quartetto vocale di grande prestigio interazionale.

Ludwig van Beethoven, Sinfonia n. 9 in Re minore op. 125

Soprano: Karina Gauvin

Contralto: Sonia Prina

Tenore: Moritz Kallenberg

Basso: Jochen Kupfer

Maestro del Coro: Erina Gambarini

Direttore: Claus Peter Flor

 

20 Gennaio 2019

Mantova Mostra Chagall

La mostra espone oltre 130 opere tra cui il ciclo completo dei 7 teleri dipinti da Chagall nel 1920 per il Teatro ebraico da camera di Mosca: opere straordinarie che rappresentano il momento più rivoluzionario e meno nostalgico del suo percorso artistico.

I teleri costituiscono un prestito eccezionale della Galleria di Stato Tretjakov di Mosca, di assai rara presenza in Italia: furono esposti a Milano nel 1994 e a Roma nel 1999 dopo le esposizioni del 1992 al Guggenheim di New York e del 1993 al The Art Institute di Chicago.

Il progetto espositivo proporrà, attorno alle sette opere, la ricostruzione dell’environment del Teatro ebraico da camera, ossia una “scatola” di circa 40 metri quadrati di superficie, per cui Chagall aveva realizzato, oltre ai dipinti parietali, le decorazioni per il soffitto, il sipario, insieme a costumi e scenografie per tre opere teatrali

Una selezione di opere emblematiche (dipinti e acquerelli) di Marc Chagall degli anni 1911 – 1918 accompagnerà l’allestimento immersivo del Teatro ebraico da camera, insieme a una serie di acqueforti, eseguite tra il 1923 e il 1939, tra cui le illustrazioni per le “Anime morte di Gogol”, per le Favole di La Fontaine e per la Bibbia. Le incisioni si inseriscono nel percorso espositivo a testimoniare lo stretto rapporto tra arte e letteratura nel periodo delle avanguardie.

La mostra ci consente l’opportunità di visitare il Palazzo Ducale (in particolare la camera degli sposi), il palazzo The e il Centro Storico.

 

 

3 Febbraio 2019 (ore 16.00)

Concerto Orchestra Verdi

Eccezionali eredi della rivoluzione beethoveniana, Franz Schubert e Robert Schumann rappresentano il cuore pulsante del Romanticismo tedesco. A loro e alla loro inquieta genialità si rivolge Alexander Lonquich, uno dei più acclamati pianisti della sua generazione: nella doppia veste di direttore e solista, il musicista tedesco affronta due tra le più evocative composizioni di quella stagione dorata, veri e propri capisaldi del nostro repertorio sinfonico e concertistico.

Robert Schumann, Concerto per pianoforte e orchestra in La minore op. 54

Franz Schubert, Sinfonia n. 9 in Do maggiore D 944 “La Grande”

Direttore: Alexander Lonquich

 

10 Febbraio (ore 16.00)

Teatro Carcano – Milano “Il gabbiano” di Anton Cechov

“Il gabbiano” di Čechov è un classico del teatro moderno, capace di parlare con linguaggio attuale a tutte le generazioni: ai giovani vittime del loro dolore esistenziale e agli adulti che stentano ad accettare il trascorrere degli anni. Ritratto “dal vivo” di un’umanità autentica e vera. Per la prima volta in Italia, Il gabbiano viene rappresentato nella versione del 1895, quella precedente alla censura zarista.

 

 

17 Febbraio 2019

Castello di Masino – Ivrea

C’è un castello nel Canavese definito “La delizia dei Valperga”: è il castello di Masino proiettato verso il cielo sul crinale di un colle. Un parco splendido strutture architettoniche armoniose, l’antico mastio il torrione circolare si offrono ai visitatori in tutta la loro bellezza, restituita dopo un lungo e accurato lavoro di restauro. Oggi conservato dal FAI il castello costituiva l’appartamento del Viceré di Sardegna, passato poi ai conti Valperga di Masino, marchesi di Caluso ma risalente ad un fortilizio dell’XI secolo trasformato dai Savoia in dimora gentilizia. Le sale si susseguono con un0eleganza che incanta, da quella della musica, alla biblioteca, al letto reale a baldacchino, ai pavimenti settecenteschi, al salottino cinese fino al tempietto neo gotico in fondo al giardino. E a trionfare è una natura lussureggiante con il giardino delle rose e quello dei cipressi, il labirinto vegetale, le aiuole “all’italiana” e gli angolo celati “all’inglese” in un’aura di romanticismo che commuove e incanta.

E poi Ivrea, dalle rosse torri, con il castello di Amedeo VI di Savoia, detto “il Conte Verde”, per la sua predilezione di tale colore negli abiti, negli arredi, perfino nelle armature e nelle carrozze: la città è adagiata in un vasto anfiteatro morenico punteggiato da bacini lacustri di origine glaciale ed è attraversata dal Dora Baltea. A Ivrea è nata la prima macchina da scrivere ed oggi è sede di un museo a cielo aperto dall’architettura moderna, sorto nell’ex complesso Olivetti, firmato dai più prestigiosi architetti del ‘900; un museo che non chiude mai e che muta volto con il variare della luce.

 

3 Marzo 2019 ore 16.00

Concerto Orchestra Verdi

Per il suo atteso debutto con l’Orchestra Verdi, Pepe Romero, uno dei più grandi chitarristi del nostro tempo, non poteva che condurci nel cuore della sua Spagna ed eseguirne due dei più amati capolavori: il Concierto de Aranjuez di Rodrigo e il Concierto en Flamenco di Moreno – Torroba. Manuel Coves, dal podio, continua il percorso raccontandoci invece un’altra Spagna, così come è stata raccontata e immaginata da due maestri del Novecento: Luciano Berio e Maurice Ravel.

Berio/Boccherini, Ritirata Notturna di Madrid

Joaquín Rodrigo, Concierto de Aranjuez

Federico Moreno – Torroba, Concierto en Flamenco

Maurice Ravel, Boléro

Chitarra: Pepe Romero

Direttore: Manuel Coves

 

10 Marzo 2019

Palazzo Estense (Varese) -Villa Panza (Varese), Villa della Porta Bozzolo (Casalzuigno)

Nel Varesotto proprio “dietro casa nostra” si trovano splendide “ville di delizie”, luoghi di vacanza scelti da famiglie privilegiate sulla fascia collinare tra i laghi e la cerchia delle montagne: prima fra tutte citiamo Palazzo Estense, costruita dall’architetto Giuseppe Bianchi nel ‘700 per Francesco III d’Este, e che grazie anche agli splendidi giardini all’italiana è stata definita da Stendhal la “Versailles di Milano”. Un particolare “petalo” di questa rosa di ville è  Villa Menafoglio Litta Panza, una villa con pianta ad U rivolta verso il giardino. All’interno è allestito un museo di arte contemporanea e una pregevole raccolta di arte africana e pre – colombiana. Singolare è che la parte più bella dell’edificio sia quella rivolto al giardino: il parco doveva servire all’intimità dei padroni di casa e degli ospiti più che per rappresentare la loro ricchezza.

Autentico gioiello storico e architettonico della Valcuvia è la Villa della Porta Bozzolo detta “la Favorita”. A volerne la costruzione fu alla fine del ‘600 la potente famiglia Della Porta e curarne gli affreschi che decorano l’interno. La parte più nota e grandiosa della villa è il parco settecentesco ricco di terrazze, scale, fontane e percorsi d’acqua. Si sale poi, un viale boscoso che porta a una chiesetta settecentesca e al belvedere sulla vallata.

 

24 Marzo  2019 (ore 15.30)

Teatro Manzoni – Milano Vittorio Sgarbi: “Leonardo”

Dopo le magistrali performance su Caravaggio e Michelangelo, che ci hanno mostrato straordinari fenomeni premonitori della contemporaneità, l’inesauribile Vittorio Sgarbi tornerà ad ammaliarci proponendoci un terzo percorso su Leonardo, di cui proprio nel 2019 ricorrerà il cinquecentenario della morte. Leonardo ingegnere, pittore, scienziato, talento universale dal Rinascimento giunto a noi, ha lasciato un corpus infinito di opere da studiare, ammirare, e su cui tornare a riflettere ed emozionarsi. Ci saranno sicuramente Monna Lisa in compagnia dell’Ultima Cena, e ogni aereo ingegno che il genio di Leonardo studiò. Proprio un altro viaggio, con tempi e modalità sorprendenti, accompagnato dalle musiche originali di Valentino Corvino e impreziosito dal lavoro minuzioso del visual artist Tommaso Arosio. Una miscela di racconto, immagini e suoni che ci rivelerà lo spettacolare enigma di “Leonardo”!

 

17 Aprile 2019

Assemblea dei Soci Centro Civico di Rovello Porro

 

25 – 28 Aprile 2019

Isola d’Elba, Golfo di Baratti,  Zona Etrusca: Populonia, Tarquinia, Vulci

Veniamo all’Isola d’Elba: coste granitiche, piccole spiagge di ghiaia, insenature sabbiose, fondali profondi e trasparenti, i profili die monti ce scendono al mare rivestiti di ginestre, oleandri e profumati di cespugli incredibili di rosmarino. Le scogliere di granito brillano al sole come costellate di brillanti e dalle miniere di ferro scendono torrenti rossi che si perdono in piccoli laghi dove l’acqua è del colore del sangue. Porto Ferraio, Marciana Marina, Porto Azzurro, recano le testimonianze del grande esule, dei 100 giorni di Napoleone Bonaparte.

Si racconta che la prima persona ad accorgersi delle potenzialità dell’essenze profumate dell’Elba sia stata proprio Paolina Bonaparte, l’unica della famiglia a raggiungere il fratello. Ella ordinò che si costruisse un primo laboratorio per cerare profumi che considerava migliori di quelli parigini. Ci vollero anni, ma oggi ha Marciana Marina una piccola manifattura produce profumi di pregio.

Gli Etruschi furono un popolo dell’Italia antica affermatosi in un’area denominata Etruria, corrispondente alla Toscana, all’Umbria fino al fiume Tevere e al Lazio settentrionale, con propaggini in Liguria e verso la zona padana dell’Emilia-Romagna e della Lombardia, a partire dall’VIII secolo a.C.

La civiltà etrusca, ritenuta discendente dalla cultura villanoviana, fiorì a partire dal X secolo a.C. e fu definitivamente inglobata nella civiltà romana, fortemente influenzata dagli Etruschi, al termine del I secolo a.C. Questo lungo processo di conquista e assimilazione culturale ebbe inizio con la data tradizionale della conquista di Veio da parte dei romani nel 396 a.C..

I principali centri etruschi sono ancora oggi:

Vulci è un’antica città etrusca, fu una delle più grandi città-stato dell’Etruria, con un forte sviluppo marinaro e commerciale. Grazie all’importante emporio commerciale di Regisvilla ebbe contatti con la Grecia e le regioni orientali del Mediterraneo.

Le necropoli che circondano la città sono numerose: vi si trovano migliaia di tombe, con forme e tipologie diverse. Oltre a queste testimonianze che testimoniano della grande importanza che ebbe Vulci in epoca etrusca, nell’area compresa nel Parco Naturalistico ed Archeologico sono presenti altri monumenti assai suggestivi fra cui il maestoso ponte del Diavolo (III sec. a.C.) che con i suoi oltre 20 metri di altezza domina il fiume Fiora di fronte al castello medievale dell’Abbadia (XII sec.).

Centro dell’Etruria Meridionale, capitale etrusca, cittadina medioevale, luogo archeologico di fama internazionale e di intensa vita culturale, la città di Tarquinia sorge su un’altura, in bella posizione panoramica a 133 metri sul livello del mare, in vista sulla valle del fiume Marta e sul Mar Tirreno.

Nel 2004 fu dichiarata dall’UNESCO “Patrimonio dell’Umanità” per la presenza di un eccezionale ciclo monumentale di tombe dipinte, definito come “la prima pagina della grande pittura italiana”. È il più grande dei cimiteri dell’antica città etrusca di Tarquinia e consta di più di 6.000 tombe etrusche sotterranee che occupano tutto il vasto colle dei “Monterozzi”. Le tombe dipinte, ornate con scene figurate tra cui cacciatori, pescatori, suonatori, danzatori, giocolieri, atleti, rappresentano la ricchezza ed il potere dei defunti per cui furono eseguite: sono il simbolo del loro elevato rango sociale.

L’importanza della pittura etrusca è legata anche alla totale perdita della pittura greca, di cui possiamo farci un’idea tramite le decorazioni di alcune eccezionali tombe tarquiniesi, dove infatti si è ipotizzata la mano di artisti greci, attirati in Italia a decorare i sepolcri dei ricchi etruschi.

Populonia  è l’unica città etrusca che si affacciava direttamente sul mare su quello che oggi è chiamato Golfo di Baratti. Il suo porto era  di fondamentale importanza per il trasporto del ferro proveniente dalla vicina Isola d’Elba e per secoli la città detenne il monopolio del commercio marittimo del prezioso minerale. La città finì per gravitare sotto l’influenza romana verso la fine del III secolo a.C. L’area che comprende la zona di Baratti e Populonia è ricca di tombe sepolcrali e di corredi funebri e tracce evidenti delle due attività principali della città: la lavorazione del ferro e l’estrazione di panchina, pietra usata per costruire pietre e tombe. Per circa dieci ettari, nelle immediate vicinanze del golfo di Baratti, sono visitabili una serie di tombe monumentali a tumulo e a edicola, risalenti al VII-VI secolo a.C. e alcuni imponenti edifici, costruiti con accurate e sapienti tecniche murarie. Questi edifici erano destinati in parte ad abitazione ed in parte anche alla preparazione e allo stoccaggio dei pani di ferro grezzo.

 

 

5 Maggio 2019 (ore 16.15)

Teatro Franco Parenti – Milano       

“Il piacere dell’onestà” di Luigi Pirandello

Una famiglia borghese che, pur di mantenere intatta una parvenza d’onore, simula un matrimonio finto per coprire lo scandalo di una donna (Agata) messa incinta da un uomo già sposato e con un’altra famiglia. Angelo Baldovino, un uomo apparentemente ordinario e privo di doti, su compenso si assumerà l’onere di salvare la rispettabilità d’una casata macchiata dal peccato ma si mostrerà meno insignificante e neutro di quanto si supponeva. Disposto ad accettare la finzione di sposare Agata e riconoscere il nascituro dandogli il suo nome, Baldovino è tuttavia deciso a recitare la sua parte di uomo irreprensibile e onesto fino in fondo, ma apparire onesto, in un mondo che non rende affatto facile esserlo, genera inevitabilmente una serie di complicazioni.

 

12 maggio 2019 (ore 16.00)

Concerto Orchestra Verdi

  1. Nello stesso anno in cui Felix Mendelssohn eseguiva per la prima volta a Londra la sua celebre Sinfonia n. 4 Italiana, rassicurante capolavoro del Romanticismo sinfonico, ad Amburgo nasceva Johannes Brahms, genio che proprio da quel Romanticismo avrebbe disegnato la sua parabola musicale fino alle soglie del Novecento. In un sol colpo, Claus Peter Flor unisce in dialogo due tempi, due volti e due sensibilità distinte dell’Ottocento tedesco per valorizzarne l’unicità e le inaspettate similitudini.

Johannes Brahms, Concerto per pianoforte e orchestra n. 2

in Si bemolle maggiore op. 83

Felix Mendelssohn, Sinfonia n. 4 in La maggiore op. 90 “Italiana”

Pianoforte: Filippo Gorini

Direttore: Claus Peter Flor